La nazionale norvegese campione di solidarietà: dona 390mila euro alla popolazione di Gaza

Ai recenti mondiali di calcio la nazionale che ha impressionato di più per coesione e spirito di squadra è stata certamente la Norvegia. Una delle immagini che resteranno più iconiche dei mondiali americani sarà sicuramente la Viking Row (la remata vichinga), un rito di gruppo che ha accompagnato la nazionale scandinava fino ai quarti di finale. Ciò che solo pochi sanno è che la nazionale norvegese ha “remato” anche a favore della popolazione di Gaza. La Federcalcio norvegese ha infatti deciso di devolvere l’intero incasso della sfida premondiale disputata a Oslo contro Israele agli aiuti umanitari destinati ai civili di Gaza colpiti dalla guerra. Una scelta condivisa dall’intera squadra, compreso il suo giocatore più rappresentativo, Erling Haaland, che ha dato forza a un messaggio capace di superare i confini dello sport. L’incasso iniziale della partita, pari a circa 45 mila euro, è stato successivamente incrementato dalla stessa Federazione fino a raggiungere 130 mila euro. Grazie a una donazione privata, il contributo complessivo è poi salito a circa 390 mila euro, interamente destinati a Medici Senza Frontiere per sostenere gli interventi umanitari nella Striscia di Gaza. La presidente della Federcalcio norvegese, Lise Klaveness, ha spiegato che l’iniziativa nasce dalla volontà di esprimere solidarietà ai civili di Gaza, sottolineando la preoccupazione per la situazione umanitaria in corso. È una posizione che conferma il ruolo sempre più attivo della federazione norvegese nel promuovere temi legati ai diritti umani e alla responsabilità sociale dello sport. Naturalmente, il contesto nel quale si inserisce questa scelta è complesso. La Norvegia ha assunto negli ultimi anni posizioni politiche e sportive molto critiche nei confronti di Israele, sostenendo anche la richiesta avanzata dalla Federazione calcistica palestinese di valutare la sospensione di Israele dalle competizioni FIFA. Si tratta di un dibattito aperto che coinvolge il mondo del calcio internazionale e sul quale esistono posizioni differenti. La donazione destinata a Medici Senza Frontiere, tuttavia, si colloca su un piano diverso: quello dell’assistenza umanitaria ai civili. In ogni conflitto, infatti, le organizzazioni umanitarie intervengono per fornire cure mediche, assistenza e beni essenziali alle persone colpite, indipendentemente dalle appartenenze politiche o militari. È proprio questa dimensione umanitaria a rendere significativa la scelta della Federcalcio norvegese.

Fonte: quotidiano.net