In Canada e in Svizzera i medici prescrivono l’arte come cura

Il legame tra bello e salute ha radici antichissime. Studi recenti hanno dimostrato come la fruizione artistica possa avere effetti misurabili sul benessere psicofisico, aprendo la strada a una nuova frontiera della medicina: la prescrizione di visite ai musei come forma di cura complementare per malattie fisiche e psichiche. Un’esperienza pionieristica in questo senso è nata in Canada nel 2018, grazie alla collaborazione tra il Musée des beaux-arts de Montréal e l’associazione Médecins francophones du Canada. Il progetto pilota ha permesso ai medici di prescrivere ai pazienti e alle loro famiglie visite gratuite al museo come supporto alle terapie tradizionali. Ogni prescrizione poteva includere fino a quattro persone, favorendo non solo il paziente ma anche il coinvolgimento del nucleo familiare. Promotrice del progetto è stata Nathalie Bondil, allora direttrice del museo di Montréal, che ha contribuito a formalizzare un modello innovativo basato su accordi strutturati tra musei e sistema sanitario. L’obiettivo era offrire un supporto complementare per disturbi come depressione, ansia e patologie croniche, riconoscendo all’arte un ruolo attivo nel percorso di cura. L’idea è stata ripresa in Svizzera. La città di Neuchâtel nel 2025 ha avviato un progetto pilota di due anni ispirato al modello canadese. Qui le istituzioni pubbliche finanziano l’accesso gratuito a musei e giardini botanici su prescrizione medica, con l’obiettivo di favorire il benessere attraverso l’esperienza artistica e naturale. Il programma, che potrebbe estendersi anche a teatro e danza, si basa su evidenze scientifiche raccolte dall’Organizzazione mondiale della sanità, che ha confermato il ruolo delle pratiche culturali nella prevenzione e nella gestione delle malattie. Dal punto di vista neuroscientifico, l’arte stimola i circuiti cerebrali legati al piacere e alla ricompensa, favorendo il rilascio di sostanze come la dopamina che contribuisce a migliorare la regolazione emotiva. Le ricerche mostrano infatti che attività come la visita a musei, il canto, la danza o la lettura possono ridurre significativamente ansia, depressione e stress. In alcuni casi, l’integrazione tra terapie artistiche e trattamenti medici tradizionali può quasi raddoppiare i benefici nei pazienti depressi.

Fonte: vita.it