A Firenze nasce il primo centro italiano per combattere la dipendenza digitale dei giovani
In un’epoca in cui sempre più governi si stanno interrogando sui rischi connessi ad un uso eccessivo e prematuro di smartphone, social network e videogiochi, arriva da Firenze un’iniziativa destinata a fare scuola. Si chiama Discover ed è il primo centro in Italia interamente dedicato alla prevenzione e al contrasto della dipendenza tecnologica di bambini, adolescenti e giovani adulti. Non un luogo che demonizza la tecnologia, ma uno spazio che insegna a viverla in modo equilibrato, aiutando i ragazzi a recuperare ciò che gli schermi, troppo spesso, finiscono per sottrarre: il dialogo, le relazioni, la creatività e il tempo condiviso. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Firenze, l’Usl Toscana Centro e la cooperativa ReteSviluppo, da anni impegnata nelle scuole nella prevenzione del cyberbullismo e dell’abuso delle tecnologie digitali. Una sinergia che dimostra come le istituzioni possano fare rete per affrontare una delle nuove emergenze educative del nostro tempo. La sede del centro sorge all’interno della biblioteca Chiarugi, negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi, un luogo simbolico che oggi si trasforma in uno spazio dedicato al benessere e alla prevenzione. Il cuore del progetto sarà un’area completamente no-tech, dove gli smartphone resteranno fuori dalla porta. Qui quaranta ragazzi tra i 10 e i 25 anni potranno riscoprire il piacere di stare insieme attraverso giochi da tavolo, laboratori creativi, attività manuali e percorsi guidati di disconnessione. Un’esperienza che va ben oltre il semplice “spegnere il telefono”: l’obiettivo è aiutare i giovani a ritrovare un equilibrio tra vita digitale e vita reale, recuperando il valore delle relazioni faccia a faccia. Il centro non nasce per dichiarare guerra agli strumenti digitali, ma per insegnare a utilizzarli con maggiore consapevolezza. Accanto agli spazi dedicati alla disconnessione saranno infatti organizzati corsi di podcasting, game design e laboratori di intelligenza artificiale creativa, affinché i ragazzi imparino a diventare protagonisti del mondo digitale, sviluppando spirito critico e competenze, invece di limitarsi a consumare contenuti in modo passivo. Il progetto guarda anche agli adulti. All’interno del centro sarà attivato uno sportello di ascolto rivolto a genitori e famiglie, spesso alle prese con conflitti, isolamento e difficoltà nella gestione dell’uso degli schermi da parte dei figli. Se il progetto dimostrerà la propria efficacia, potrà rappresentare un modello replicabile in altre città italiane, offrendo una risposta concreta a un fenomeno in costante crescita.
FONTE: greenme.it

